Frutta
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Questa categoria raccoglie frutta fresca, essiccata e congelata, dalle mele, pere e agrumi fino alle bacche, frutta tropicale come mango o ananas, e drupacee come pesche e ciliegie. Il profilo macronutrizionale è prevalentemente glucidico, con zuccheri naturali (fruttosio, glucosio, saccarosio) accompagnati da fibre solubili e insolubili, pochissime proteine e un contenuto lipidico quasi nullo, salvo eccezioni come avocado o olive. Apportano vitamina C, vitamina A sotto forma di carotenoidi, folati, potassio e composti polifenolici. Si inseriscono bene in diete mediterranea, vegana, vegetariana e whole-food; alcune frutte povere di zucchero possono essere integrate in piani low-carb, mentre certi frutti richiedono attenzione in approcci low-FODMAP. L'indice glicemico varia: bacche e agrumi tendono ad averlo basso, mentre banana matura, uva o frutta essiccata risultano più alti.
Quali frutti hanno meno zucchero?
Le bacche sono le opzioni con meno zucchero per porzione: lamponi e more si aggirano sui 4-5 g per 100 g, e le fragole sui 5-6 g. Altre alternative basse sono avocado, limone, lime e anguria che, pur avendo un IG medio-alto, contiene circa 6 g di zucchero per 100 g. All'estremo opposto si collocano banane mature, uva, mango e soprattutto la frutta essiccata come datteri o uvetta.
Si può mangiare frutta in una dieta keto?
La maggior parte della frutta apporta troppi carboidrati netti per una keto stretta da 20-30 g giornalieri, ma esistono eccezioni utili. Avocado (meno di 2 g di carboidrati netti per 100 g), olive e piccole porzioni di lamponi, more o fragole possono rientrare. Frutti come banana, mela, uva o qualsiasi frutta essiccata restano fuori per la densità di zuccheri. In approcci low-carb più flessibili (50-100 g/giorno) il ventaglio si amplia notevolmente.
Quanta vitamina C apporta la frutta?
La quantità varia molto fra le specie. Il kiwi spicca con circa 90 mg per 100 g, seguito dalle fragole (60 mg), dalla papaia e dagli agrumi come arancia, mandarino e pompelmo (40-55 mg). La guava supera i 200 mg per 100 g. Per coprire la dose raccomandata di circa 80 mg giornalieri negli adulti basta un'arancia media o due kiwi, tenendo conto che la vitamina C si degrada con il calore e la conservazione prolungata.
Quali frutti hanno un indice glicemico basso?
Si considerano di IG basso (inferiore a 55) mele, pere, ciliegie, prugne, pesche, arance, pompelmi, fragole, lamponi, more e mirtilli. Le fibre e i polifenoli che contengono aiutano a moderare la salita della glicemia dopo l'assunzione. Al contrario, banana matura, anguria, ananas e soprattutto datteri e uvetta hanno IG medio o alto, per cui conviene abbinarli a proteine, grassi o frutta secca se si cerca una risposta glicemica più stabile.

Acerola (ciliegia delle Indie Occidentali)

Albicocca

Amarena

Ananas

Anguria

Arancia

Avocado

Banana

Cachi giapponese

Carambola

Cherimoya

Chip di banana

Ciliegia

Ciliegie in sciroppo di zucchero

Clementina

Dattero

Dattero medjool

Durian

Feijoa

Fico

Frutta candita

Frutto del pane

Frutto della passione

Giuggiola

Giuggiola cinese

Graviola

Ibisco roselle

Jackfruit

Kiwi verde

Kumquat

Limone

Litchi

Loganberry surgelati

Longan

Mandarino

Mango

Mela

Mela cotogna

Melograno

Melone cantalupo

Melone casaba

Melone galia

Melone honeydew

Nespola del Giappone

Nettarina

Olive verdi in salamoia

Papaia

Pera

Pera asiatica

Pere

Pesca

Pesche gialle

Pezzi di quorn

Platani verdi

Platano

Pomelo

Pompelmo

Pompelmo bianco

Prugna

Prugna secca

Prugne

Purea di prugne secche

Rabarbaro

Rabarbaro surgelato

Rambutan

Rosa canina

Sapodilla

Sultanina

Tamarindo

Uva

Uvetta

Uvetta sultanina dorata
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